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Di "stangate"
e di truffatori affascinanti è ricca la storia del
cinema (l’ultimo colpo visto sul grande schermo è
stato quello organizzato nel film argentino "Nove Regine")
e quindi è realmente difficile riuscire ad inventare
qualcosa di nuovo. Ed il regista James Foley (discontinuo
nei suoi lavori tra i quali troviamo titoli di film "bislacchi"
come "Who’s That girl" oppure film di notevole
fattura e livello come "Americani") , su una sceneggiatura
ben costruita ma priva di originalità del debuttante
Doug Jung, dirige il suo manipolo di truffatori, protagonisti
del film "Confidence", con navigato mestiere e professionalità
limitandosi ad assecondare il meccanismo ad orologeria di
ogni buona truffa che si rispetti. E se solitamente la fortuna
di molte di queste pellicole è legata, in parte, anche
al cast di attori/manigoldi assemblati per l’occasione
(la coppia di lestofanti Paul Newman e Robert Redford rimane
ancora insuperabile!), "Confidence", almeno sulla
carta, presenta un gruppo "all stars" da far venire
l’acquolina! Edward Burns/l’abile truffatore Jake
Vig (un mix sorprendente tra lo spaesato Ben Affleck e lo
sguardo conquistatore.... da "pesce lesso" ....
di Richard Gere), Rachel Weisz/La donna del Boss (qui nei
panni della "Mummia"/Bella statuina della pellicola!)
e Dustin Hoffman/l’eccentrico criminale King (ennesimo
cammeo sopra le righe!) sono le pedine da gioco di questa
ordita truffa che sin dalle immagini iniziali puoi prevedere
come andrà a finire e che solo nell’ironia e
presenza scanzonata di un "gigione" Andy Garcia
(Agente dell’FBI sospetto!) riserva gli unici colpi
di scena e momenti godibili del film.
Di: Calogero
Messina
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