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Nella
tradizione dei celebri scontri del passato (pensiamo ai miti
Universal e a film come "Frankenstein contro l'uomo lupo"),
è ora giunto il momento di assistere al match tra le
due icone classiche del new horror americano: da una parte
Freddy Krueger, il babau di Springwood, lo zombie ustionato
che adora massacrare i ragazzini apparendo nei loro incubi
con il suo guanto artigliato; all'altro angolo del ring Jason
Voohrees, nato di "Venerdì 13", killer implacabile
dal nome biblico, silenzioso deforme con la maschera da hockey
e virtuoso dell'arma bianca.
Ronny Yu, servendosi di una notevole dose d'ironia, riesce
abilmente a fondere l'atmosfera onirica della serie "A
Nightmare on Elm Street" (ideata da Wes Craven) con le
situazioni tipiche dello slasher anni Ottanta, di cui Jason
Voohrees, la creazione più celebre dello sceneggiatore
Victor Miller, rappresenta il massimo emblema. Il regista
di Hong Kong adatta la travagliata sceneggiatura della coppia
Shannon-Swift al suo modo di fare cinema, divertente e serrato,
mai banale e ricco di buone annotazioni psicanalitiche.
Infine, ed è questo che più conta, Yu non dimentica
che sta girando un horror. Spazio quindi alla suspense e allo
splatter, sorretti dai maggiori vessilliferi del filone; e
se qua e la' si avverte un po' di confusione, Freddy e Jason
sono sempre straordinari. Vietato tifare per l'uno o per l'altro.
Di: Michele
Pernice |