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Una bella
storia di sport, meglio se vera, può rivelarsi una
miniera d'oro, come ben sanno i produttori di "Remember
the Titans", quindi perché non riprovare, magari
sfruttando un altro degli sport più popolari d'America,
peccato però che ripetersi è sempre molto difficile
e la pellicola di John Lee Hancock non fa eccezione. Al di
la dell'interminabile lunghezza, che ne rende faticosa la
visione, è proprio l'incedere, più da sceneggiato
televisivo che da lungometraggio, che risulta farraginoso
e quindi noioso.
Jimmy Morris (Dennis Quaid / "Frequency") è
insegnante di chimica ed allenatore della squadra di Baseball
di Big Lake - Texas, una cittadina dove il football calamita
l'attenzione di tutti. Per motivare i suoi ragazzi Jimmy decide
di stringere un patto con loro: se si qualificheranno per
le finali nazionali, lui sosterrà un provino come lanciatore
professionista. Jimmy è peraltro certo che non ci sarà
mai alcuna possibilità che debba sostenere, alla veneranda
età di trenta e più anni, quel provino.
Ovviamente le cose prendono una piega diversa da quella prevista
e i ragazzi si qualificano per i play-off, quindi Jimmy dovrà
sostenere il provino sfidando le ire della moglie, il ridicolo
e lo scetticismo della gente. Personalmente credo che Kevin
Kostner abbia tentato il suicidio non appena ha saputo che
non avrebbe potuto girare l'ennesimo film sul baseball e che,
soprattutto, la scelta era ricaduta su Dennis Quaid che è
addirittura nato un anno prima di lui; ma a parte questo le
emozioni sono ridotte a zero, anche in considerazione del
fatto che il baseball non è certo lo sport nazionale
in Italia.
Il film è diviso in due parti nettamente distinte:
nella prima viene presentato Jimmy e le imprese della squadra
da lui allenata in modo molto lineare, nella seconda aumenta
l'introspezione e diventiamo una sorta di tifosi di Jimmy
nel suo tentativo di realizzare il suo sogno. Nasce quindi
spontaneo un paragone con "Il Migliore" (di Barry
Levinson) in cui Robert Redford veste i panni di un grande
lanciatore relegato dalla sfortuna al ruolo di battitore,
paragone da cui il film non esce molto bene.
Nel complesso una bella favola per gli appassionati di sport
con un finale in puro stile "USA".
A proposito... alla fine nessuno ci racconta la storiella
del pozzo e delle suore!
Di: Valerio
Salvi
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