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Titolo: Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
Titolo originale: Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran

Nazionalità: Francia

Durata: 1h e 34'

Genere: Drammatico

Regia: François Dupeyron

Anno: 2003

Distribuzione: Lucky Red

Sito ufficiale: http://www.ifioridelcorano.it/
   
Recensione

 

Tratto dal romanzo omonimo di Eric Emanuell Schmitt, che ha collaborato anche alla sceneggiatura del film, "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano" racconta la storia di una singolare amicizia tra un adolescente francese ebreo e un immigrato turco, gestore di un negozio di alimentari che - progressivamente - si sostituisce al padre del ragazzo, quando questo dimostra in pieno la propria anaffettività nei confronti del figlio. Ambientato nella Parigi a cavallo dei primi anni Sessanta, l'era ruggente della Nouvelle Vague (notevole il cameo di Isabelle Adjani nei panni e nelle forme strizzate di una delle dive dell'epoca), il film tocca con profondità temi quali il rapporto genitori-figli e soprattutto quello dell'incontro-scontro tra culture diverse e spesso conflittuali.
Sebbene la sua grande forza stia nell'impatto derivato dall'esplorazione di sentimenti differenti e talora perfino contrastanti, il film si affloscia in un finale prevedibile, più buonista che altro, con Ibrahim che insiste nel ripetere a se stesso come un mantra che tutto quello che sa è presente nel suo Corano. La pellicola, così, anzichè enfatizzare la profondità di sentimento e la spiritualità dei personaggi, li banalizza trasformando Sharif in un ibrido simile al famoso cinese dei cartoni animati di Nick Carter che esordiva escalamando "Dice il saggio..."
Davvero un finale ingrato per un film esteticamente molto interessante e brioso per tre quarti.

Di: Lionello Montenovi

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