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Com’è
affascinante e semplice "lasciare" al cinema....
e com’è patinato, elegante e "decoroso"
essere lasciati sul grande schermo! Ma sfidiamo chiunque nella
vita abbia preso la dolorosa e difficile decisione di abbandonare
un amore e chi, invece, ha vissuto sulla propria pelle l’estrema
sofferenza e "lutto" di essere lasciati a riconoscersi
nella drammatica storia d’amore e d’abbandono
raccontata nel film "Per Sempre", diretto da Alessandro
Di Robilant su un soggetto (dopo 25 anni di assenza dal cinema!)
di Maurizio Costanzo. La storia del penalista di successo
Giovanni (uno svogliato Giancarlo Giannini) la cui vita viene
sconvolta dall’intrusione della bella Sara (un unica
espressione per tutto il film di Francesca Neri) e "distrutta"
dalla sua scomparsa improvvisa, si risolve in una fredda analisi
di un "graffio" d’amore che mai coinvolge
ed appassiona. E per un film che dovrebbe parlare di un emozione
forte e totale come l’amore il limite non è da
poco ed una delle cause è da rintracciare proprio nella
sceneggiatura firmata da Maurizio Costanzo e Laura Sabatino
che su dialoghi innaturali, flashback ridondanti e conclusioni
"metafisiche" fa scorrere una crisi d’amore
irreale e noiosa. Peccato vedere coinvolti in questo pastrocchio
un regista come Alessandro Di Robilant che in altri suoi lavori
(ricordiamo l’emozionante "Il giudice ragazzino")
aveva mostrato più polso e personalità ed un
attore in continua crescita come Emilio Solfrizzi (nel film
lo psicologo Doddoli che prende in cura Giovanni) che preferiamo
ricordare per le sue più convincenti e convinte prove
in film come "Liberate i pesci" di Cristina Comencini
o "El Alamein" di Enzo Monteleone.
Di: Calogero
Messina
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