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Dopo la
famiglia nevrotica, borghese , in crisi d'identità
di "Ricordati di me" e la famiglia “popolare",
insoddisfatta, alla ricerca d'amore de "La finestra di
fronte", il regista Tonino Zangardi ("Allullo Drom")
racconta nel vero, coraggiosamente sentimentale e viscerale
"Prendimi e portami via" un nuovo nucleo familiare
immerso in un quartiere periferico della città di Roma
ma che assomiglia molto alle zone "out" di tutte
le città del mondo. Ma nessun intento sociologico o
volontà di mostrare la periferia come l'ennesimo centro
di degrado, tristezza e malaffare della comunità bensì
come polo nevralgico di vitalità ed energia in perenne
movimento e mutamento. Come la vita sognante e semplice dei
due adolescenti Giampiero e Romana, ragazzina rom o come quella
dei genitori del ragazzo, Alfredo e Luciana, marito e moglie
in crisi che nella quotidianità di una vita "povera"
e sempre uguale hanno l'estrema forza di vivere intensamente
le loro passioni.anche quelle più dolorose. E la storia
dolce, surreale ed a tratti comica di questa umanità
in lotta per la sopravvivenza letteralmente " ti prende
e ti porta via" con un'onda lunga di emozioni, storie
appassionanti, una regia mai invasiva ma partecipe ed interpreti
bravissimi nel raccontare gli impetuosi e sommersi turbamenti
di vite alla svolta. Una menzione speciale per il "comico"
Rodolfo Laganà ( Alfredo, un fruttivendolo, uomo rozzo
ma non cattivo) con intense sfumature di grande interprete
drammatico, per i giovani esordienti Noah Scialom (Giampiero)
e Romina Hadzovic (Romana), ragazzini alla scoperta di un
amore puro ed ingenuo mentre il nostro pieno entusiasmo è
riservato ad una Valeria Golino (Luciana, pittrice sensibile
che si muove spaesata e derisa in questo quartiere periferico
di Roma) che ci regala una delle sue interpretazioni più
intense e convincenti conquistandoci con una naturalezza di
sguardi, parole e gesti che ci fanno sentire addosso le sofferenze,
i dolori e le gioie di un personaggio vitale ed onesto. Attorno
a loro i problemi di una difficile convivenza tra gli abitanti
del quartiere e la comunità rom lì vicino accampata
(abilissimo Zangardi nell'evitare toni retorici o moralistici)
e le cui vicende fanno da coro potente e "silenzioso"
a queste storie di vita in corso alla ricerca di mondi possibili
e lontani magari come quelli "disegnati" nel vecchio
atlante geografico (coperta di Linus!) del "romantico"
Giampiero che sogna di capitali orami inesistenti ma sempre
circondate dall'eterno e vasto mare.
Di: Calogero
Messina
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