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Titolo: Prendimi e portami via
Titolo originale: Prendimi e portami via

Nazionalità: Italia

Durata: 1h e 35'

Genere: Drammatico

Regia: Tonino Zangardi

Anno: 2003

Distribuzione: Istituto Luce

Sito ufficiale:
   
Recensione

 

Dopo la famiglia nevrotica, borghese , in crisi d'identità di "Ricordati di me" e la famiglia “popolare", insoddisfatta, alla ricerca d'amore de "La finestra di fronte", il regista Tonino Zangardi ("Allullo Drom") racconta nel vero, coraggiosamente sentimentale e viscerale "Prendimi e portami via" un nuovo nucleo familiare immerso in un quartiere periferico della città di Roma ma che assomiglia molto alle zone "out" di tutte le città del mondo. Ma nessun intento sociologico o volontà di mostrare la periferia come l'ennesimo centro di degrado, tristezza e malaffare della comunità bensì come polo nevralgico di vitalità ed energia in perenne movimento e mutamento. Come la vita sognante e semplice dei due adolescenti Giampiero e Romana, ragazzina rom o come quella dei genitori del ragazzo, Alfredo e Luciana, marito e moglie in crisi che nella quotidianità di una vita "povera" e sempre uguale hanno l'estrema forza di vivere intensamente le loro passioni.anche quelle più dolorose. E la storia dolce, surreale ed a tratti comica di questa umanità in lotta per la sopravvivenza letteralmente " ti prende e ti porta via" con un'onda lunga di emozioni, storie appassionanti, una regia mai invasiva ma partecipe ed interpreti bravissimi nel raccontare gli impetuosi e sommersi turbamenti di vite alla svolta. Una menzione speciale per il "comico" Rodolfo Laganà ( Alfredo, un fruttivendolo, uomo rozzo ma non cattivo) con intense sfumature di grande interprete drammatico, per i giovani esordienti Noah Scialom (Giampiero) e Romina Hadzovic (Romana), ragazzini alla scoperta di un amore puro ed ingenuo mentre il nostro pieno entusiasmo è riservato ad una Valeria Golino (Luciana, pittrice sensibile che si muove spaesata e derisa in questo quartiere periferico di Roma) che ci regala una delle sue interpretazioni più intense e convincenti conquistandoci con una naturalezza di sguardi, parole e gesti che ci fanno sentire addosso le sofferenze, i dolori e le gioie di un personaggio vitale ed onesto. Attorno a loro i problemi di una difficile convivenza tra gli abitanti del quartiere e la comunità rom lì vicino accampata (abilissimo Zangardi nell'evitare toni retorici o moralistici) e le cui vicende fanno da coro potente e "silenzioso" a queste storie di vita in corso alla ricerca di mondi possibili e lontani magari come quelli "disegnati" nel vecchio atlante geografico (coperta di Linus!) del "romantico" Giampiero che sogna di capitali orami inesistenti ma sempre circondate dall'eterno e vasto mare.

Di: Calogero Messina

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