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C'era
d'aspettarselo. Il primo caso politico del Festival è
stato firmato da Paolo Benvenuti. Il suo "Segreti di
stato" ne racconta molti e noti. Ma non per questo non
andavano raccontati. La macchina da presa di Benvenuti è
calibrata, precisa. Un capitolo dopo l'altro, segnalato da
cadenzate dissolvenza in nero, snocciola nel silenzio totale
della sala quell'irrisolto giallo storico che fu la strage
di Portella della Ginestra.
Un film semplice e alla portata di tutti: questo il merito
principale della pellicola, che attraverso l'indagine nell'indagine,
accompagna per mano lo spettatore nella comprensione di un
evento chiave della storia della nostra Repubblica. Chi sparò
quel giorno e perchè? Le domande dell'avvocato Benvenuti
sono le nostre domande.
E per rispondere il regista sceglie la semplicità del
fumetto (una sorta di storyboard che semplifica e che illustra)
e un singolare ed efficace gioco dell'oca che, casella dopo
casella, accosta le foto di Truman e De Gasperi a quelle del
Cardinal Montini e di Borghese, di Aldisio e di Andreotti.
"Cose di casa nostra", segreti che ringraziamo Benvenuti
di aver portato sullo schermo così.
Di: Cristina
Borsatti
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