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Spettacolare
e dirompente, "Terminator 3 - Le macchine ribelli"
insiste su due aspetti complementari e innovativi: il lato
comico e autocelebrativo, che in molti momenti vede Arnold
Schwarzenegger protagonista delle aspettative del pubblico,
e il versante sexy e tecnologico, con una Terminator femmina,
sensuale e fatale come le migliori eroine del cinema noir.
Un film divertente e coinvolgente che - in virtù di
un finale a sorpresa - è più vicino alla sensibilità
del cinema di fantascienza degli anni Settanta che ad un blockbuster
d'azione.
Jonathan Mostow tiene saldamente le redini della narrazione
e, sebbene senza troppe concessioni al virtuosismo, porta
a casa il risultato di essere riuscito ad aggiornare ai giorni
nostri una 'franchise' ferma a dodici anni fa, inserendo nuovi
personaggi e facendo fronte alla perdita di una protagonista
importante come Linda Hamilton, così come al passare
del tempo e al vuoto lasciato da James Cameron. Degni di nota
anche l'interpretazione di Claire Danes e il suo trasformarsi
da ragazza della porta accanto ad arrabbiata ribelle in guerra
contro le macchine. Lo scontro tra lei e la T-X, la splendida
Kristanna Loken, fa di questo film una celebrazione del 'girl
power' e di tutte le figure di donne forti che in questi anni
hanno continuato a dominare l'immaginario collettivo.
Di: Lionello
Montenovi
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