FORTIFICAZIONI

Fin dalla sua fondazione Capua è sempre stata ben protetta da una larga cinta di mura, a tal punto che nell’870 fu dura prova per l’imperatore Lodovico, impossessarsi della città. Nel XII secolo, le mura furono ampliate e furono aggiunte nuove torri alle prime (di cui restano avanzi nel regio Arsenale, su cui venne fabbricato il Castello delle Pietre) da Roberto II.
Sotto i Re di Napoli, le mura delle fortificazioni furono portate al di là del Monastero di S. Maria delle Monache e fu aperta una nuova porta chiamata porta del Castello.
In difesa del ponte sul Volturno re Federico II fece costruire due torri; nel 1495 concesse alla città di ampliare e riedificare la porta delle torri e il Castello delle Pietre, circondandola di nuove mura con attorno ampi fossati. Il disegno delle nuove fortificazioni, fu iniziato dal capitano d’artiglieria nel 1515 e terminato dal Marchese di Montesarchio otto anni dopo.
Carlo V nel 1532 fece costruire il castello (l’attuale laboratorio pirotecnico) e nel 1536 affidò la direzione dei lavori al Mardones, l’opera fu continuata dal figlio Filippo II, che fece abbattere le torri di Federico e demolire i borghi fuori Porta Napoli e fuori Porta Roma, sotto l’ordine dell’architetto del re Ambrogio Attendolo Capuano.
Sulla fine del XVI secolo le fortificazioni ebbero un maggiore sviluppo e venne condotta a termine la cinta pricipale del ponte rivolta verso Napoli. Ma soltanto ne 1732, per opera dell'architetto Herbohrt, fu completata la costruzione delle fortificazioni così come oggi si vedono.
Negli anni 1729, 1730, 1731 furono terminate anche le fortificazioni di terra, furono costruiti due depositi di polvere e abbattute abitazioni e mulini per migliorare ulteriormente le cinta.
Per evitare che la porta d’ingresso della città guardasse verso Porta Roma, Ferdinando II fece abbattere le due porte costruite da Carlo VI, opera terminata e inaugurata il 20 febbraio 1831.

La forma della città, può essere assimilata ad una figura piana ottenuta dalla differenza di due triangoli isosceli, con base comune e con direzione da Nord a Sud.
Il Volturno percorre un lato del triangolo maggiore e due del triangolo minore; l’altro lato del triangolo maggiore è caratterizzato dall’ampio fossato.
Questa particolare forma permetteva un'efficace difesa. Il fiume consentiva un rapido spostamento nei vari punti minacciati.