FATTI D’ARME E ILLUSTRI

Molti fatti militari importanti vennero sostenuti dalla piazza di Capua nei secoli trascorsi: senza ricordare quelli antichissimi, ma restringendoci ai fatti principali della nuova Capua, ricorderemo la resistenza opposta ad Ademario nel 856 e successivamente nell'858 quando, con L'aiuto di Guido duca di Spoleto, cinse la città d'assedio; dopo ostinata difesa i cittadini dovettero arrendersi. Nell'866 fu assediata da Ludovico II; nell'871 da 12.000 Saraceni; nell'880 da Spoletini, Saraceni, Beneventani, Napoletani e Salernitani, sempre fra di loro in aspra contesa; nell' 888 da Attanasio duca di Napoli.
Nel 1022 Arrigo imperatore di Germania mandò 20.000 soldati sotto il comando dell'arcivescovo di Colonia per combattere Pandolfo principe di Capua; nel 1025 lo stesso PandoIfo, con l'aiuto di Guaimaro III principe di Salerno, dopo otto mesi d'assedio, ricuperò Capua: ma fu discacciato da Corrado il Salico nel 1038.
Altri assedi sostenne la città e altre invasioni e guerre negli anni susseguenti per opera del normanno Riccardo conte di Aversa, di Ruggiero re di Sicilia, di Roberto II che nel 1137, con t'appoggio dell'Imperatore Lotario III e di papa Innocenzo II, recuperò il perduto possesso della città, possesso che ritenne per poco tempo, poiché, tornato Lotario in Germania, Ruggiero mise a ferro e fuoco Capua dandola alle fiamme dopo che la ebbe spogliata di quanto possedeva di prezioso.
Nel 1191 la città si diede all'imperatore di Germania Arrigo VI; ma Riccardo conte di Aversa, che parteggiava per Tancredi cinse d'assedio il Castello delle pietre ed obbligò i Tedeschi alla resa. Né meno memorabili furono i fatti d'arme degli anni che seguirono: Manfredi nel 1251, dopo aver devastato i dintorni della città, cercò inutilmente d'impadronirsene; fu presa nel 1253 dal re Corrado.
Nel 1395 vi entrò, alla testa di 4000 cavalli e 6000 fanti, re Ladislao al quale si serbò fedele, difendendosi strenuamente contro le truppe di Bernabò Sanseverino, fautore di Ludovico d'Angiò contro lo stesso Ladislao; nel 1421 fu sottomessa da Braccio da Montone; nel 1437 fu assediata dal Caldora, ma costui, dal valore dei cittadini, fu costretto alla ritirata; nel 1495 si rese spontaneamente a Carlo VIII, ricevendolo con gran pompa.
II 24 luglio 1591, alle 10 antimeridiane di sabato, fu presa e saccheggiata da Cesare Borgia; nel 1707, dopo breve resistenza, venne presa dal conte Dann generale dell'Imperatore Carlo VI: nel 1734 la città fu assediata, per ordine di Carlo di Borbone, dal conte di Charni il quale se ne impossessò dopo otto mesi di assedio; nel 1798 e 99, dopo lunghe peripezie di assedi e sorprese da parte dei francesi comandati dal generale Macdonald, si arrendeva, con onorevole trattato, nel 12 gennaio 1799; nello stesso anno la città ritornò sotto il governo Borbonico.
Nel 1806 la fortezza ricadde nelle mani dei Francesi, e re Giuseppe Bonaparte promise di restituire la città al suo antico lustro e splendore, eleggendola sede del Comando militare e capoluogo della provincia di Terra di Lavoro; nel 1815 fu ripetuta la convenzione per la cessione della fortezza a Ferdinando I di Borbone ed il trattato venne stipulato in un casino di proprietà dei signori Lanza a circa sette chilometri da Capua, da cui il nome di trattato di casa Lanza con data del 20 maggio 1815; successivamente nel 1860 cadde in potere dell'esercito piemontese.
Sebbene la piazza fosse stata impegnata fin dal 2 ottobre, ossia fin dopo la battaglia del Volturno, le attività regolari di espugnazione non vennero iniziate che la sera del 28 ottobre. Il quinto corpo dell'esercito piemontese, al comando del generale d'armata Enrico Morozzo della Rocca, con la direzione del comandante superiore del Genio Federico Menabrea procedeva, sotto l'incessante fuoco dell'artiglieria borbonica, ai lavori per l'assedio della piazza e, il 2 novembre, otteneva la resa facendo prigioniera la guarnigione ed impadronendosi di 290 cannoni, 2000 fucili, 500 cavalli e un ingente quantitativo di munizioni.