Per saperne di più su
un importante strumento urbanistico
PIANO REGOLATORE GENERALE
Basta leggere il titolo per essere, immediatamente
portati a pensare che si tratta di un argomento che riguarda
amministratori, politici, tutt'al più esperti,
addetti ai lavori, costruttori, o anche cittadini che
sono interessati alla costruzione di case per abitazioni,
proprietari di terreni edificabili, o coloro che possiedono
terreni non edificabili ma, a confine con quelli e che
vorrebbero che anche questi entrassero a far parte dei
terreni edificabili, in modo che da terreni edificabili
e quelli a confine con questi, di confine in confine,
tutto il territorio diventa edificato. Non è così!
Intanto a Capua esistono molti cittadini che non hanno
una abitazione, specialmente i giovani che vogliono "mettere
su casa" e sono costretti ad acquistarla in centri
sempre più superaffollati e, perciò, invivibili,
perché hanno superato ogni limiti di "densità
di popolazione". Comuni che scoppiano perché
hanno costruito su tutto il territorio!
Il cittadino buono si rassegne quello cattivo volge la
sua attenzione, sugli speculatori cioè su quelli
che non appartengono a nessuna delle categorie sopra indicate
ma, che operano esclusivamente per il proprio tornaconto.
Comunque sia la città senza l'edilizia o muore
o diventa città satellite! Domandiamoci: Esiste
una Legge che possa almeno fornire qualche indirizzo?
Senza disperderci in tanti rivoli tecnici, organizzativi,
amministrativi o politici, ci chiediamo esiste una Legge,
che possa così semplicemente fornire qualche delucidazione?
Certamente tra tante c'è "La Legge Urbanistica"
che riguarda "L'assetto e l'incremento edilizio dei
centri abitati del territorio della Repubblica".
Poi esistono i Piani Regolatori Comunali, che sono applicati
a mezzo di Regolamenti.
"Il Piano regolatore Generale di un Comune deve considerare
la totalità del territorio comunale
e l'assetto
del territorio.
Allora non riguarda solo "le abitazioni", riguarda
l'assetto del territorio oltre che l'incremento edilizio!
E riguarda la totalità del territorio, che nel
caso di Capua ha una estensione di 48,63 chilometri quadrati.
Volendo trarre una prima ipotesi diciamo che se si vuole
operare ci sono le possibilità: considerare la
totalità del territorio, ed il suo assetto oltre
che l'incremento edilizio.
Il Comune di Capua è dotato di un Piano Regolatore
Generale, approvato con modifiche, dalla Giunta Regionale
della Campania con delibera n.2801 del 11.04.1975, e altri
strumenti urbanistici esecutivi conformi al P.R.G. per
esempio:
- Piano particolareggiato di espansione di Porta Roma,
approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 200 del
29 giugno 1981;
- Piano di recupero del centro storico approvato con delibera
di C.C. n. 86 del 19 luglio 1985;
- Piani di zona per le aree "Macello" ed "Appia",
ormai saturi;
- Per consentire l'allocazione del Centro Italiano Ricerche
Aerospaziali (CIRA), fi approvata, con delibera di Giunta
Regionale del 24 febbraio 1987, una variante al P.R.G.
per la zona Occidentale;
- In data 23 febbraio 1983 il Comune di Capua con delibera
di C.C. n. 225, adottava una "Variante Generale al
P.R.G., restituita nel 1986 dalla Giunta Regionale perché
ritenuta priva di qualsiasi contenuto analitico e di piano
conforme alla Legge regionale 14/82;
- Il 5 ottobre 1987 con delibera di C.C. n. 178 il Comune
di Capua adottava una nuova variante al P.R.G. affidata
all'elaborazione dell'Architetto Guido Riano; il 13 gennaio
1989 con delibera n.40 il Comune riadottava la medesima
variante con alcune modifiche ritenute necessarie per
la migliore pianificazione del territorio;
- In data 21 giugno 1993 il Consiglio Provinciale di Caserta
deliberava di restituire gli atti relativi alla variante
al P.R.G. adottata con delibera 40/89, perché nonostante
i reiterati inviti, il Comune non era stato in grado di
fornire una serie di atti amministrativi ad integrazione
" necessari per il perfezionamento della procedura".
- Poi c'è la normativa Nazionale e Regionale che
riguarda anche Capua infatti:
- il Consiglio di Stato (5° sezione n. 82 del 21.10.1992
ha sancito con estrema chiarezza che "i vincoli di
inedificabilità dei suoli di cui all'art. 2 comma
1 della Legge 19.11. 1987, perdono di efficacia decorso
il quinquennio dalla loro imposizione, quindi le aree
assoggettate si devono considerare prive di disciplina
urbanistica" ;
- la subordinazione dell'edificazione alla redazione ed
approvazione di successivi piani urbanistici esecutivi,
sono inefficaci scaduto il quinquennio, come stabilito
dal TAR della Puglia (sentenza 20.12.1985 n.820);
- Il TAR del Lazio fornisce altri chiarimento in merito;
- Lo stesso TAR del Lazio ha definito "che allorché
siano divenuti inefficaci i vincoli di inedificabilità
dei piani urbanistici, opera come norma suppletiva e di
chiusura l'art. 4 comma ultimo, legge 28.10.1987;
- Altra legge regionale la n.7 del 20.03. 1982 della Regione
Campania;
-
e poi
ancora tante altre leggi Nazionali
e Regionali.
Come le nuove norme per le distanze tra i fabbricati;
altre procedure riguardanti le Zone Agricole; validità
di leggi nazionali o regionali promulgate dopo l'approvazione
del Prg. del 1975 (leggi Galasso e Tognoli);
Dulcis in fundo regolamento edilizio: calcolo del valume.
Dall'insieme della questioni riportate, emerge con chiarezza
l'estrema confusione normativa che regna nella pianificazione
del territorio del Comune di Capua e la necessità
di addivenire ad un nuovo P.R.G. Piano Regolatore Generale,
sia ai fini della "legge regionale 14/82, sia per
ottemperare a leggi nazionale e regionali più recenti
in materia urbanistica.
Comunque è necessario ed indispensabile definire
norme certe per lo sviluppo e la qualificazione del territorio,
dando ai cittadini certezza, agli imprenditori ed all'Ente
locale possibilità di organizzare un equilibrato
sviluppo urbano sulla base delle esigenze e dei bisogni
della comunità.
A conclusione possiamo affermare che Capua ha il P.R.G.
vigente dal 1975 ed la variante (ultima edizione riveduta
ed ancora scorretta!) che ha iniziato il suo iter dal
1984
ed è ancora in cammino! E' ormai stanca!
Non riesce a trovare la strada per tornare a casa o
se
torna, torna perdente, vinta, bocciata!
La motivazione, anzi la giustificazione, di queste continue
bocciature è il sovradimensionato!
Significa che prevede una popolazione futura avvalendosi
di metodi di proiezione, senza tenere conto che un qualunque
metodo di proiezione o di previsione adottato per una
determinata situazione demografica, "è solo
una ipotesi statistica", caratterizzata da un ampio
margine di incertezza in quanto l'andamento di una popolazione,
cioè la sua variazione nel tempo, dipende da un
sistema complesso di fattori difficilmente simulabili
mediante modelli matematici.
Non è possibile che questo strumento sia considerato
solo alla luce della variazione del numero di abitanti.
Questa variazione dipende dal saldo naturale (numero dei
nati meno il numero del morti), e dal "saldo sociale"
(numero degli iscritti meno il numero dei cancellati),
la cui somma algebrica fornisce il saldo totale.
"ma le variazioni sociali sono strettamente legate
alla vitalita' del territorio locale, le variazioni naturali
dipendono da fattori socio-culturali di molto più
ampio raggio".
Il cittadino deve essere a conoscenza di questi argomenti
per potersi rendere conto della sua responsabilità
nell'esercitare il suo civismo.
Il civismo è "attaccamento attivo alla comunità'.
"In un Paese libero è facile, ed anche piuttosto
comune, che uno si consideri buon cittadino solo perché
osserva le Leggi, fa il suo lavoro, ed esprime la sua
scelta in politica, nello sport ed in altre attività,
lasciando (fosse vero!) che "altri" si preoccupino
del benessere del Paese, della Città.
Ma questo è un concetto passivo del civismo.
Ma cittadini passivi non bastano per difendere i principi
della libertà, della giustizia, della democrazia,
dell'appartenenza, dell'onore.
Per fare questo bisogna essere cittadini attivi".
Per essere attivi bisogna interessarsi della cosa pubblica,
e collaborare con chi amministra e gestisce il potere
e determina e decide anche sul Piano Regolatore.
Molto spesso, per Capua e per qualsiasi altro Comune piccolo
e grande che sia, i cittadini sono portati a criticare,
denunciare, spesso denigrare, qualche volta offendere
in nome e per la difesa, si dice, della propria idea politica,
dei propri principi. Questo atteggiamento è specifico
di chi sta all'opposizione, cioè di quelli che
non gestiscono direttamente il potere. Ma non è
così!
Siamo abituati a pensare che gli eletti, cioè i
prescelti, rappresentano tutti gli altri, e perciò
amministrano gestiscono in nome e per conto di quelli
che li hanno eletti: ma non è così!
Non è possibile che su circa ventimila abitanti,
parlo di Capua, solo venti decidono per gli altri. Gli
altri devono essere presenti oltre che rappresentati!
Altrimenti c'è una sproporzione elevatissima.
La stragrande maggioranza di amministrati resta passivamente
ad osservare.
Questa demissione crea i cittadini passivi, cioè
cattivi cittadini.
E non ci riferiamo agli appartenenti a questo o quel partito,
a questa o quella coalizione dal momento che dal 1984
al 2002 diverse e svariate Amministrazioni "di tutti
i colori politici" hanno retto le sorti di questa
città!
Se ogni cittadino, a conoscenza dei fatti, contribuisce
attivamente a risolvere i problemi anche quelli riguardanti
il P.R.G., allora questo strumento diventa possibile,
realizzabile, attuabile.
Solo così avremo "l'assetto e l'incremento
edilizio" di Capua.
Aspettiamo non solo una risposta motivata, seria ed onesta
dagli Amministratori, ma anche e soprattutto l'impegno
ché riparino gli ingiustificati ritardi e l'assurdo
silenzio.
Vittorio Sortini