Periodico della Pro Loco di attualità, cultura e sport - Aprile 2002 - e-mail: prolococapua@hcw.it
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Per saperne di più su un importante strumento urbanistico
PIANO REGOLATORE GENERALE

Basta leggere il titolo per essere, immediatamente portati a pensare che si tratta di un argomento che riguarda amministratori, politici, tutt'al più esperti, addetti ai lavori, costruttori, o anche cittadini che sono interessati alla costruzione di case per abitazioni, proprietari di terreni edificabili, o coloro che possiedono terreni non edificabili ma, a confine con quelli e che vorrebbero che anche questi entrassero a far parte dei terreni edificabili, in modo che da terreni edificabili e quelli a confine con questi, di confine in confine, tutto il territorio diventa edificato. Non è così!
Intanto a Capua esistono molti cittadini che non hanno una abitazione, specialmente i giovani che vogliono "mettere su casa" e sono costretti ad acquistarla in centri sempre più superaffollati e, perciò, invivibili, perché hanno superato ogni limiti di "densità di popolazione". Comuni che scoppiano perché hanno costruito su tutto il territorio!
Il cittadino buono si rassegne quello cattivo volge la sua attenzione, sugli speculatori cioè su quelli che non appartengono a nessuna delle categorie sopra indicate ma, che operano esclusivamente per il proprio tornaconto. Comunque sia la città senza l'edilizia o muore o diventa città satellite! Domandiamoci: Esiste una Legge che possa almeno fornire qualche indirizzo? Senza disperderci in tanti rivoli tecnici, organizzativi, amministrativi o politici, ci chiediamo esiste una Legge, che possa così semplicemente fornire qualche delucidazione?
Certamente tra tante c'è "La Legge Urbanistica" che riguarda "L'assetto e l'incremento edilizio dei centri abitati del territorio della Repubblica".
Poi esistono i Piani Regolatori Comunali, che sono applicati a mezzo di Regolamenti.
"Il Piano regolatore Generale di un Comune deve considerare la totalità del territorio comunale… e l'assetto… del territorio.
Allora non riguarda solo "le abitazioni", riguarda l'assetto del territorio oltre che l'incremento edilizio! E riguarda la totalità del territorio, che nel caso di Capua ha una estensione di 48,63 chilometri quadrati.
Volendo trarre una prima ipotesi diciamo che se si vuole operare ci sono le possibilità: considerare la totalità del territorio, ed il suo assetto oltre che l'incremento edilizio.
Il Comune di Capua è dotato di un Piano Regolatore Generale, approvato con modifiche, dalla Giunta Regionale della Campania con delibera n.2801 del 11.04.1975, e altri strumenti urbanistici esecutivi conformi al P.R.G. per esempio:
- Piano particolareggiato di espansione di Porta Roma, approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 200 del 29 giugno 1981;
- Piano di recupero del centro storico approvato con delibera di C.C. n. 86 del 19 luglio 1985;
- Piani di zona per le aree "Macello" ed "Appia", ormai saturi;
- Per consentire l'allocazione del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), fi approvata, con delibera di Giunta Regionale del 24 febbraio 1987, una variante al P.R.G. per la zona Occidentale;
- In data 23 febbraio 1983 il Comune di Capua con delibera di C.C. n. 225, adottava una "Variante Generale al P.R.G., restituita nel 1986 dalla Giunta Regionale perché ritenuta priva di qualsiasi contenuto analitico e di piano conforme alla Legge regionale 14/82;
- Il 5 ottobre 1987 con delibera di C.C. n. 178 il Comune di Capua adottava una nuova variante al P.R.G. affidata all'elaborazione dell'Architetto Guido Riano; il 13 gennaio 1989 con delibera n.40 il Comune riadottava la medesima variante con alcune modifiche ritenute necessarie per la migliore pianificazione del territorio;
- In data 21 giugno 1993 il Consiglio Provinciale di Caserta deliberava di restituire gli atti relativi alla variante al P.R.G. adottata con delibera 40/89, perché nonostante i reiterati inviti, il Comune non era stato in grado di fornire una serie di atti amministrativi ad integrazione " necessari per il perfezionamento della procedura".
- Poi c'è la normativa Nazionale e Regionale che riguarda anche Capua infatti:
- il Consiglio di Stato (5° sezione n. 82 del 21.10.1992 ha sancito con estrema chiarezza che "i vincoli di inedificabilità dei suoli di cui all'art. 2 comma 1 della Legge 19.11. 1987, perdono di efficacia decorso il quinquennio dalla loro imposizione, quindi le aree assoggettate si devono considerare prive di disciplina urbanistica" ;
- la subordinazione dell'edificazione alla redazione ed approvazione di successivi piani urbanistici esecutivi, sono inefficaci scaduto il quinquennio, come stabilito dal TAR della Puglia (sentenza 20.12.1985 n.820);
- Il TAR del Lazio fornisce altri chiarimento in merito;
- Lo stesso TAR del Lazio ha definito "che allorché siano divenuti inefficaci i vincoli di inedificabilità dei piani urbanistici, opera come norma suppletiva e di chiusura l'art. 4 comma ultimo, legge 28.10.1987;
- Altra legge regionale la n.7 del 20.03. 1982 della Regione Campania;
- … e poi… ancora tante altre leggi Nazionali e Regionali.
Come le nuove norme per le distanze tra i fabbricati; altre procedure riguardanti le Zone Agricole; validità di leggi nazionali o regionali promulgate dopo l'approvazione del Prg. del 1975 (leggi Galasso e Tognoli);
Dulcis in fundo regolamento edilizio: calcolo del valume.
Dall'insieme della questioni riportate, emerge con chiarezza l'estrema confusione normativa che regna nella pianificazione del territorio del Comune di Capua e la necessità di addivenire ad un nuovo P.R.G. Piano Regolatore Generale, sia ai fini della "legge regionale 14/82, sia per ottemperare a leggi nazionale e regionali più recenti in materia urbanistica.
Comunque è necessario ed indispensabile definire norme certe per lo sviluppo e la qualificazione del territorio, dando ai cittadini certezza, agli imprenditori ed all'Ente locale possibilità di organizzare un equilibrato sviluppo urbano sulla base delle esigenze e dei bisogni della comunità.
A conclusione possiamo affermare che Capua ha il P.R.G. vigente dal 1975 ed la variante (ultima edizione riveduta ed ancora scorretta!) che ha iniziato il suo iter dal 1984… ed è ancora in cammino! E' ormai stanca! Non riesce a trovare la strada per tornare a casa o…se torna, torna perdente, vinta, bocciata!
La motivazione, anzi la giustificazione, di queste continue bocciature è il sovradimensionato!
Significa che prevede una popolazione futura avvalendosi di metodi di proiezione, senza tenere conto che un qualunque metodo di proiezione o di previsione adottato per una determinata situazione demografica, "è solo una ipotesi statistica", caratterizzata da un ampio margine di incertezza in quanto l'andamento di una popolazione, cioè la sua variazione nel tempo, dipende da un sistema complesso di fattori difficilmente simulabili mediante modelli matematici.
Non è possibile che questo strumento sia considerato solo alla luce della variazione del numero di abitanti. Questa variazione dipende dal saldo naturale (numero dei nati meno il numero del morti), e dal "saldo sociale" (numero degli iscritti meno il numero dei cancellati), la cui somma algebrica fornisce il saldo totale.
"ma le variazioni sociali sono strettamente legate alla vitalita' del territorio locale, le variazioni naturali dipendono da fattori socio-culturali di molto più ampio raggio".
Il cittadino deve essere a conoscenza di questi argomenti per potersi rendere conto della sua responsabilità nell'esercitare il suo civismo.
Il civismo è "attaccamento attivo alla comunità'.
"In un Paese libero è facile, ed anche piuttosto comune, che uno si consideri buon cittadino solo perché osserva le Leggi, fa il suo lavoro, ed esprime la sua scelta in politica, nello sport ed in altre attività, lasciando (fosse vero!) che "altri" si preoccupino del benessere del Paese, della Città.
Ma questo è un concetto passivo del civismo.
Ma cittadini passivi non bastano per difendere i principi della libertà, della giustizia, della democrazia, dell'appartenenza, dell'onore.
Per fare questo bisogna essere cittadini attivi".
Per essere attivi bisogna interessarsi della cosa pubblica, e collaborare con chi amministra e gestisce il potere e determina e decide anche sul Piano Regolatore.
Molto spesso, per Capua e per qualsiasi altro Comune piccolo e grande che sia, i cittadini sono portati a criticare, denunciare, spesso denigrare, qualche volta offendere in nome e per la difesa, si dice, della propria idea politica, dei propri principi. Questo atteggiamento è specifico di chi sta all'opposizione, cioè di quelli che non gestiscono direttamente il potere. Ma non è così!
Siamo abituati a pensare che gli eletti, cioè i prescelti, rappresentano tutti gli altri, e perciò amministrano gestiscono in nome e per conto di quelli che li hanno eletti: ma non è così!
Non è possibile che su circa ventimila abitanti, parlo di Capua, solo venti decidono per gli altri. Gli altri devono essere presenti oltre che rappresentati!
Altrimenti c'è una sproporzione elevatissima.
La stragrande maggioranza di amministrati resta passivamente ad osservare.
Questa demissione crea i cittadini passivi, cioè cattivi cittadini.
E non ci riferiamo agli appartenenti a questo o quel partito, a questa o quella coalizione dal momento che dal 1984 al 2002 diverse e svariate Amministrazioni "di tutti i colori politici" hanno retto le sorti di questa città!
Se ogni cittadino, a conoscenza dei fatti, contribuisce attivamente a risolvere i problemi anche quelli riguardanti il P.R.G., allora questo strumento diventa possibile, realizzabile, attuabile.
Solo così avremo "l'assetto e l'incremento edilizio" di Capua.
Aspettiamo non solo una risposta motivata, seria ed onesta dagli Amministratori, ma anche e soprattutto l'impegno ché riparino gli ingiustificati ritardi e l'assurdo silenzio.

Vittorio Sortini


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