Nel momento in cui la chiave
del futuro sembra celarsi dietro un mondo globale, una
strana paura persevera nella mente dei cittadini capuani.
LA TECNOLOGIA CHE STENTA
di Giovanni Rapetti
giovanni@hcw.it
Lo sviluppo dell'ICT (Information and Comunication
Technology) ha raggiunto in pochi anni risultati impensabili.
La parola Internet è ormai sulla bocca di tutti,
anche di chi non possiede un computer e non si è
mai neanche collegato alla Rete.
Dati alla mano il numero di utenti internet in Italia
è compreso tra i 16 e i 21 milioni. Una cifra così
approssimativa si spiega con il fatto che il cosiddetto
"navigatore" è un'entità non precisamente
definibile. Non è facile cioè stabilire
se un utente è colui che si collega ad internet
almeno una volta a settimana oppure solo una volta al
mese.
L'identikit dei navigatori del nuovo millennio è
completamente cambiato, ci sono sempre più donne,
persone anziane e padri di famiglia. Un successo così
dirompente da non poter provocare tutta una serie di cambiamenti
a catena, primo fra tutti lo sviluppo dei servizi commerciali
sulla rete. La nascita di un mercato totalmente nuovo
e parallelo ai mercati tradizionali ha spinto le aziende
specializzate in nuove tecnologie a investire sempre più
nello sviluppo di internet.
Malgrado uno scenario nazionale così fecondo e
positivo, le regioni centro meridionali restano ancora
troppo indietro rispetto al nord. Il problema, che già
di per se è da considerarsi grave, diventa ancora
più grande quando si analizza la realtà
di piccoli abitati del meridione. Una indagine condotta
qualche mese fa da me personalmente, mette alla luce un
dato agghiacciante, ovvero nessun commerciante capuano
utilizza, per l'incremento del suo business, strategie
connesse al mondo di internet. E' importante notare che
quanto si parla di queste tecniche non si fa riferimento
al semplice e statico sito internet ma a strumenti che
sono realmente capaci di far crescere il fatturato, come
ad esempio una buona azione di web-marketing o un buon
sito di e-commerce (commercio elettronico). Mi rendo perfettamente
conto che, a questo punto, molti di voi stanno gia pensando
di abbandonare questo articolo in quanto cominciano a
venir fuori "paroloni" che possono sembrare
incomprensibili. Ebbene se così dovesse essere
vuol dire che il dramma lo state vivendo in prima persona.
Tutti accettiamo, con una certa rassegnazione, di essere
in un paese che viaggia, tecnologicamente parlando, con
diversi anni di ritardo dagli USA, ma dobbiamo necessariamente
riflettere quando ci accorgiamo che la nostra realtà
locale è rimasta indietro anche rispetto a realtà
quali quelle dell'interland napoletano.
Le cause, a mio avviso, sono molteplici dalla mentalità
delle persone alle strutture che mancano o mantengono
costi troppo elevati. Una "tiratina d'orecchio"
va però anche alle amministrazioni, che spesso
sono poco formate e scarsamente sensibilizzate verso queste
problematiche; eppure la chiave del futuro sembra nascondersi
dietro queste nuove tecnologie che oltre ad essere il
mezzo per sviluppare il commercio, possono essere utilizzate
per incrementare il turismo o, più semplicemente
per mantenere un contatto più diretto con il cittadino.
Nonostante tutto Capua, grazie alla sua millenaria storia,
pare voglia distinguersi dagli altri piccoli centri, attraverso
l'iniziativa di diversi gruppi di giovani che cercano
di rilanciare la sua immagine mediante la Rete con la
creazione di tre siti dedicati alla città: www.capuaonline.com,
www.capua.net, www.hcw.it. A questo proposito, però,
la mia esperienza diretta mi porta a dover fare un altro
piccolo rimprovero all'amministrazione in quanto, in qualche
occasione, anziché incoraggiare questo genere di
attività ha mostrato atteggiamenti ostruzionistici.
Tuttavia, credo di non aver fatto grandi scoperte, infatti,
cambia il modo di comunicare, cambiano le tecnologie,
ma "il copione è sempre lo stesso".