Periodico della Pro Loco di attualità, cultura e sport - Aprile 2002 - e-mail: prolococapua@hcw.it
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L'inserto: Capua città martire
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Capua sembra essere ritornata la città militare che era qualche decennio fa e si aspetta un ritorno economico dalla presenza dei volontari in ferma breve che mano a mano stanno popolando la cittadella militare di Via Brezza

LE DIVISE VANNO CONQUISTATE CON SERVIZI ADEGUATI
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Non bastano ristoranti e pizzerie per soddisfare i bisogni dei giovani militari che nelle tarde ore serali sono gli unici a popolare il Corso Appio

Sembra Capua degli inizi anni Sessanta quando si vedono in libera uscita i militari che si sono insediati nella scuola di Via Brezza. Non sono le divise che animano le vie cittadine perché oggi i soldati possono indossare gli abiti civili quando escono dalla caserma, ma è quell'inconfondibile fisionomia di gruppi di giovani coetanei che lascia capire l'appartenenza all'Esercito Italiano.

Sono volontari in ferma breve che si stanno formando nel polo addestrativo sorto alle porte di Capua e che per buona sorte non è rimasto uno delle tante opere incompiute di cui l'Italia è ricca.
Poche centinaia di unità, per il momento, ma a pieno regime la scuola potrà contare all'incirca duemila soldati. Una vera manna per Capua e per la sua asfittica economia, anche se a dire il vero, non tutti sono d'accordo sull'entità dei benefici. Le preoccupazioni sorgono perché all'interno del polo addestrativo esistono bar, pizzeria, sala giochi, spaccio, barberia ed ogni altro comfort.
Ma esiste un giovane che dopo aver sgobbato per ore voglia rimanere all'interno di un perimetro che quanto meno lo fa sentire sempre sotto pressione? E' difficile crederlo e questo dovrebbe essere già una garanzia per gli operatori commerciali capuani che, tra l'altro, sono stati convocati nell'aula consiliare in una riunione congiunta con i vertici militari locali ed il sindaco Pasca. Se non ci fosse stata la necessità, non si sarebbe cercata una collaborazione e delle agevolazioni per i volontari del polo addestrativo, chiedendo all'amministrazione comunale quei servizi che ancora mancano e che rendono più dura la permanenza a Capua dei giovani soldati, costretti a marce forzate per arrivare in centro, per giunta senza la protezione di marciapiedi e di un impianto di pubblica illuminazione.
"Per quanto riguarda le competenze dell'amministrazione comunale - dice l'assessore ai LL.PP., Fernando Brogna - abbiamo approvato dei progetti che riguardano varie zone della città, tra cui anche Via Brezza. Fin dove la strada è di proprietà comunale, provvederemo a breve scadenza a realizzare i marciapiedi e la pubblica illuminazione mentre si sta istituendo un servizio di bus-navetta per trasportare i militari in libera uscita".
Assicurazioni che dovrebbero soddisfare le richieste avanzate sia dal generale Rossi, comandante del polo addestrativo e sia dal colonnello Girlando comandante del 47° Reggimento Addestrativo Volontari. Piuttosto le preoccupazioni sono anche altre. Per esempio quelle legate alla vita cittadina che oltre ad avere un tenore per nulla invidiabile, a partire dalla prima serata non offre più nulla. Le strade diventano deserte e perfino il centralissimo Corso Appio si spopola. "Ma quale insicurezza dovuta alla criminalità, - spiega un commerciante di questa strada - la verità è che Capua non offre nulla sotto l'aspetto ricreativo. Se si esclude il Teatro Ricciardi, cos'altro resta?". "Forse - aggiunge un ragazzo - è il modo di vivere che è cambiato. Oggi il giovane ha il motorino e la macchina per cui va dove gli è più facile divertirsi. E poi ci sono i computer ed internet, le play station e via dicendo. La strada si frequenta di meno".
Ecco, la preoccupazione è questa. Se da un lato ristoranti e pizzerie sembrano offrire quanto richiesto dai giovani militari, non così si può dire per altri servizi. Siano essi sale gioco o strutture bancarie non presenti a Capua, discoteche o ritrovi culturali. E poi, la cronica carenza di strutture ricettive, il commercio che, tranne poche eccezioni, sembra non essersi messo al passo coi tempi, i monumenti non fruibili, la carenza di parcheggi, il traffico caotico, l'arredo urbano inesistente e chi più ne ha più ne metta, può trasformare la permanenza dei militari a Capua come un semplice sito nel quale addestrarsi e dormire nel polo militare esistente. Per il resto si va altrove, come in effetti avviene per il turismo.

Stefano Canciello


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