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Sono volontari in ferma breve che si stanno formando nel
polo addestrativo sorto alle porte di Capua e che per buona
sorte non è rimasto uno delle tante opere incompiute
di cui l'Italia è ricca.
Poche centinaia di unità, per il momento, ma a pieno
regime la scuola potrà contare all'incirca duemila
soldati. Una vera manna per Capua e per la sua asfittica economia,
anche se a dire il vero, non tutti sono d'accordo sull'entità
dei benefici. Le preoccupazioni sorgono perché all'interno
del polo addestrativo esistono bar, pizzeria, sala giochi,
spaccio, barberia ed ogni altro comfort.
Ma esiste un giovane che dopo aver sgobbato per ore voglia
rimanere all'interno di un perimetro che quanto meno lo fa
sentire sempre sotto pressione? E' difficile crederlo e questo
dovrebbe essere già una garanzia per gli operatori
commerciali capuani che, tra l'altro, sono stati convocati
nell'aula consiliare in una riunione congiunta con i vertici
militari locali ed il sindaco Pasca. Se non ci fosse stata
la necessità, non si sarebbe cercata una collaborazione
e delle agevolazioni per i volontari del polo addestrativo,
chiedendo all'amministrazione comunale quei servizi che ancora
mancano e che rendono più dura la permanenza a Capua
dei giovani soldati, costretti a marce forzate per arrivare
in centro, per giunta senza la protezione di marciapiedi e
di un impianto di pubblica illuminazione.
"Per quanto riguarda le competenze dell'amministrazione
comunale - dice l'assessore ai LL.PP., Fernando Brogna - abbiamo
approvato dei progetti che riguardano varie zone della città,
tra cui anche Via Brezza. Fin dove la strada è di proprietà
comunale, provvederemo a breve scadenza a realizzare i marciapiedi
e la pubblica illuminazione mentre si sta istituendo un servizio
di bus-navetta per trasportare i militari in libera uscita".
Assicurazioni che dovrebbero soddisfare le richieste avanzate
sia dal generale Rossi, comandante del polo addestrativo e
sia dal colonnello Girlando comandante del 47° Reggimento
Addestrativo Volontari. Piuttosto le preoccupazioni sono anche
altre. Per esempio quelle legate alla vita cittadina che oltre
ad avere un tenore per nulla invidiabile, a partire dalla
prima serata non offre più nulla. Le strade diventano
deserte e perfino il centralissimo Corso Appio si spopola.
"Ma quale insicurezza dovuta alla criminalità,
- spiega un commerciante di questa strada - la verità
è che Capua non offre nulla sotto l'aspetto ricreativo.
Se si esclude il Teatro Ricciardi, cos'altro resta?".
"Forse - aggiunge un ragazzo - è il modo di vivere
che è cambiato. Oggi il giovane ha il motorino e la
macchina per cui va dove gli è più facile divertirsi.
E poi ci sono i computer ed internet, le play station e via
dicendo. La strada si frequenta di meno".
Ecco, la preoccupazione è questa. Se da un lato ristoranti
e pizzerie sembrano offrire quanto richiesto dai giovani militari,
non così si può dire per altri servizi. Siano
essi sale gioco o strutture bancarie non presenti a Capua,
discoteche o ritrovi culturali. E poi, la cronica carenza
di strutture ricettive, il commercio che, tranne poche eccezioni,
sembra non essersi messo al passo coi tempi, i monumenti non
fruibili, la carenza di parcheggi, il traffico caotico, l'arredo
urbano inesistente e chi più ne ha più ne metta,
può trasformare la permanenza dei militari a Capua
come un semplice sito nel quale addestrarsi e dormire nel
polo militare esistente. Per il resto si va altrove, come
in effetti avviene per il turismo.
Stefano Canciello
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