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Non Bisogna vivere del passato, ma rendere migliore il presente
Capua Regina del Volturno


Vincenzo Bindi, grande estimatore della nostra città, aveva dato a Capua l'appellativo di "Regina del Volturno" in una sua nota monografia, pubblicata alla fine dell'800.
Erano tempi quelli in cui gli amministratori, come il Cav. Salvatore Garofano o l'ing. Eugenio Pizzi, avevano cura e rispetto per gli innumerevoli gioielli che Capua possedeva e gli angoli più suggestivi erano tenuti in bella evidenza dai cittadini.
Oggi, purtroppo, sia la regina sia che il suo re (il Volturno) non sono più degni di tali appellativi. La regina da decenni vive abbandonata al suo destino dalla corte che, pur apprezzandone la bellezza non l'ama e non la rispetta.
Il popolo, invano, si lamenta di fronte all'indifferenza e all'immobilismo della corte che non si degna neanche di comprendere quali siano i mali che affliggono la sovrana e cosa dovrebbe fare per alleviarne le sofferenze. Il re, poverino, giace in un cumulo di detriti e di rifiuti, accumulatisi nell'acque stagnanti a ridosso del ponte romano. Del suo stato di salute nessuno si interessa e ogni giorno che passa il malcapitato si ammala in modo irreversibile.
Sembrerebbe una favola, invece è una triste verità, che si consuma da decenni ai danni di Capua, la quale ha perduto la propria immagine di città, degna solo del suo passato.
Innumerevoli problemi, mai risolti, si sono accumulati nel tempo, portandola al collasso. Impoverita per la mancanza di personaggi autorevoli ed amanti della città, non trova nel suo grembo uomini che abbiano veramente a cuore la sua rinascita.
Per farla uscire dal coma in cui versa, sarebbe sufficiente una normale amministrazione che pensasse alla realizzazione di quei problemi che non impegnano grosse somme di danaro, come per esempio: l' individuazione e la realizzazione delle aree di parcheggio a orario e a pagamento al fine di evitare le soste incontrollate e selvagge che impediscono la circolazione dei pedoni, soprattutto nelle vie più strette della città; la manutenzione delle strade, alcune delle quali mal ridotte; la segnaletica verticale ridotta ad un ammasso di ferraglia che non permette agli automobilisti non residenti di capire da che parte andare e non agevola il flusso delle auto, causando ingorghi nel centro storico e nelle strade adiacenti; la presenza sul territorio della polizia municipale, che pur essendo dotata di mezzi, è assente (si comprende la riduzione dell'organico ridotta a poche unità) e non si intravede la possibilità di bandire un concorso per l'assunzione di altri vigili; risolvere alcuni problemi nei quartieri periferici ridotti a dormitori, in cui vive la grande maggioranza dei cittadini con tutte le difficoltà ambientali che li caratterizza; eliminare gli inconvenienti di alcune grondaie, soprattutto quella in Via Corte della Bagliva, che quando piove, diventa, per la fuoriuscita di violenti flussi d'acqua, impraticabile ed impedisce il passaggio perfino ai pedoni; salvaguardare il letto del fiume Volturno, sfruttando la legge 183/89, che ha lo scopo di assicurare la difesa del suolo e delle acque, nonché la fruizione e la gestione del patrimonio; disciplinare l'installazione di cartelloni pubblicitari che sono sempre più numerosi sulle strade della nostra città. Per dare un aspetto più dignitoso alla nostra vetusta e amata Regina del Volturno, basterebbe soltanto un impegno fattivo, un po' d'amore e tanta buona volontà.
Solo così potremmo dire di avere una città più vivibile, più ordinata e meno inquinata.

Franco Angelini


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