ARTE E PUBBLICITA':
UN BUSINESS VINCENTE
Nuove opportunità per una
comunicazione di grande impatto
E' di questi giorni la notizia di un'iniziativa
lanciata dal polo museale fiorentino, che ha messo a disposizione
del mondo imprenditoriale uno spazio pubblicitario di tutto
rispetto: più di cinque milioni di piccoli pannelli,
rappresentati dal retro dei biglietti che ogni anno vengono
staccati dalle biglietterie dei principali musei del capoluogo
toscano (Uffizi in testa). In questo spazio, un'azienda,
"compatibile" con il prodotto che ne ospita il
messaggio pubblicitario, può inserire il proprio
logo, che finisce così nelle mani di centinaia di
migliaia di visitatori.
A Firenze, l'iniziativa è stata accolta con molto
favore dagli enti pubblici e, dopo un periodo di rodaggio,
sta incontrando l'interessamento anche delle grandi realtà
economiche. Spronate dal fatto che le sponsorizzazioni all'arte
e allo spettacolo possono essere interamente dedotte dal
reddito d'impresa, molte imprese nel 2001 hanno finanziato
fondazioni, enti locali, musei, associazioni. In poco più
di tre mesi, sono stati incassati 16,5 milioni di Euro.
Anche le istituzioni hanno capito l'importanza dell'iniziativa:
del resto, non bisogna aspettare che gli imprenditori mettano
mano al portafoglio, bisogna anche spronarli. Un esempio
a tal riguardo viene dal comune di Scandiano, nel reggiano,
che ha avviato una politica di promozione e valorizzazione
del proprio patrimonio culturale presso le aziende della
zona. I risultati sono di tutto rispetto: all'appello hanno
risposto ben 67 imprese, dal supermercato alla piccola ditta,
dal centro servizi locale alla media realtà industriale,
con un introito pari a più di 200.000 Euro.
In attesa del regolamento attuativo dell'articolo 33 dell'ultima
finanziaria, che estendere la competenza privata nella gestione
della cultura, si continua a far capo alla legge Ronchey.
In sette anni e mezzo, l'applicazione delle norme che hanno
consentito l'ingresso delle imprese nei musei si è
tradotto in 127 servizi attivati e in 42 milioni di Euro
incassati dallo Stato, a titolo di diritti di riproduzione
delle opere d'arte e di concessione degli spazi. Senza contare
l'impatto sul livello occupazionale.
Ferma restando la differente realtà geografica ed
imprenditoriale, è un dato di fatto che queste iniziative
possono essere riproposte anche nella nostra zona, così
ricca di testimonianze storiche e artistiche. Pensiamo alle
possibilità che si aprono per un'azienda che utilizzi
lo spazio dato dai migliaia di biglietti d'ingresso venduti
ogni anno alla Reggia di Caserta, o il rientro in termini
di visibilità ed economici che offre la partnership
con l'attività di una sovrintendenza o di un'autorità
museale. Anche le istituzioni stesse non ne ricaverebbero
che benefici, soprattutto in termini di riscontro economico.
La base di partenza potrebbe essere la creazione di un ente
o di un'associazione che raggruppi tutte le realtà
interessate ad un progetto di sviluppo in tal senso, per
poi procedere alla creazione degli strumenti di supporto
necessari (pensiamo ad un sito Internet, o alla stampa di
materiale promopubblicitario, o alla partecipazione a fiere
ed eventi). La parte più importante è sicuramente
quella del coinvolgimento dei parter commerciali, che devono
essere realtà radicate e in grado di cogliere l'opportunità
di una sponsorizzazione, ma anche aziende esterne interessate
ad una penetrazione nel territorio.
In definitiva, un'altra idea per una possibilità
di sviluppo del nostro territorio: basta programmare con
precisione e credere nella bontà del progetto.
Federico Caratelli